Telemarketing e Storytelling

Come rendere le telefonate commerciali più efficaci

Operatrice Itacall Group durante una telefonata commerciale B2B orientata alla lead generation e alla presa appuntamenti qualificati.

Sono molti i Call Center che sottovalutano uno dei principali problemi delle campagne di Telemarketing B2B, ovvero che la maggior parte delle telefonate commerciali viene dimenticata quasi immediatamente.

Questo fenomeno avviene a prescindere dal valore del prodotto o servizio proposto, semplicemente perché le modalità con cui viene presentato non riescono minimamente a catturare l’attenzione dell’interlocutore.

È il limite di molti script telefonici tradizionali, basati essenzialmente sulla ripetizione pedissequa nei primi secondi della chiamata di sequenze di informazioni, caratteristiche tecniche e vantaggi commerciali.

Il punto è che, però, quando il decisore aziendale percepisce di trovarsi di fronte all’ennesima presentazione standardizzata, tende ad attivare immediatamente una barriera difensiva che riduce la disponibilità all’ascolto.

Per questo motivo, nelle attività di lead generation B2B più efficaci, il focus dovrebbe essere posto non soltanto su cosa dire, ma soprattutto su come costruire la conversazione.

E proprio in questo contesto entra in gioco lo storytelling, uno strumento operativo di persuasione psicologica che permette di trasformare una semplice telefonata commerciale in una conversazione più coinvolgente, memorabile e orientata alla creazione di valore.

Non a caso sono numerose le ricerche di neurobiologia che evidenziano come il passaggio da una comunicazione basata esclusivamente su dati e caratteristiche a una struttura narrativa possa aumentare la memorizzazione delle informazioni dal 5-10% fino a valori vicini al 65-70%.

Allo stesso modo, alcune ricerche citate dalla Stanford University indicano che le storie risultano fino a 22 volte più memorabili rispetto alla semplice esposizione di fatti e numeri.

Per questo motivo, quando Itacall Group sviluppa campagne di lead generation e presa appuntamenti, consideriamo la telefonata non come una presentazione commerciale, ma come una conversazione capace di aiutare il prospect a riconoscere un problema, comprenderne le conseguenze e immaginare una possibile soluzione.

Perché il cervello ricorda le storie e dimentica le presentazioni commerciali

Per comprendere l’efficacia dello storytelling nelle telefonate commerciali è utile considerare il modo in cui il cervello elabora le informazioni.

Se durante una telefonata l’operatore elenca solamente caratteristiche, funzionalità o vantaggi tecnici, vengono attivate principalmente le aree cerebrali dedicate all’elaborazione linguistica.

L’interlocutore, in altre parole, ascolta il messaggio, ne comprende il significato, ma spesso non sviluppa alcun coinvolgimento emotivo o cognitivo profondo.

Una narrazione ben costruita, invece, produce un effetto molto diverso: il cervello non si limita a decodificare le parole, ma tende a simulare mentalmente l’esperienza raccontata.

L’interlocutore, insomma, inizia a immaginare scenari, situazioni, problemi e possibili soluzioni, creando un livello di attenzione significativamente superiore.

L’effetto diventa ancora più intenso quando la situazione descritta presenta elementi familiari all’interlocutore.

Se il problema raccontato assomiglia a una difficoltà che sta vivendo quotidianamente, il cervello tende infatti a considerare quella storia come rilevante e degna di attenzione.

In altre parole, il coinvolgimento aumenta quanto più la narrazione è vicina al vissuto personale e professionale di chi ascolta.

Sia chiaro, non si tratta solamente di una percezione soggettiva, giacché diversi studi sulla neurobiologia dello storytelling mostrano che, durante una narrazione coinvolgente, il cervello attiva meccanismi che favoriscono il rilascio di sostanze neurochimiche associate alla fiducia, all’empatia e alla partecipazione emotiva.

Fenomeno che contribuisce a ridurre lo scetticismo iniziale che spesso caratterizza le telefonate commerciali e rende l’interlocutore più disponibile all’ascolto.

Nel contesto B2B, ovviamente, questo aspetto assume un’importanza ancora maggiore, perché come è vero che chi ha il ruolo di decisore in una azienda prende decisioni sulla base di criteri razionali, lo è altrettanto che il processo decisionale è comunque influenzato da fattori psicologici, emotivi e individuali.

Ecco perché una storia ben raccontata può risultare così efficace: permette all’interlocutore di immedesimarsi in un’esperienza concreta, rendendo il messaggio più comprensibile, più credibile e soprattutto più facile da ricordare.

Perché lo storytelling è diventato uno strumento efficace nella lead generation B2B

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, nelle attività di lead generation B2B non sono le storie più lunghe, dettagliate e articolate a produrre i risultati migliori.

L’esperienza maturata dai “professionisti al telefono” di Itacall Group dimostra spesso il contrario: le narrazioni più efficaci sono quelle brevi, pertinenti e immediatamente riconoscibili dal prospect.

Questo perché lo scopo dello storytelling, quantomeno di quello applicato al telemarketing, non è intrattenere l’interlocutore, quanto piuttosto aiutarlo a immedesimarsi in una situazione reale.

Facciamo un esempio: un imprenditore o un direttore commerciale difficilmente sarà interessato ad ascoltare una descrizione dettagliata di una azienda durante una chiamata a freddo. Al contrario, potrebbe essere molto più ricettivo se gli viene “raccontata” una situazione che assomiglia ai problemi con cui, quotidianamente, deve scontrarsi.

Per esempio, invece che dire:

“Aiutiamo le aziende a generare nuovi contatti commerciali qualificati.”

potrebbe risultare più efficace questa formula:

Molte aziende del vostro settore ci raccontano la stessa difficoltà: commerciali validi che passano troppo tempo a cercare nuovi contatti e troppo poco a vendere. Il nostro lavoro consiste proprio nel prenderci carico della ricerca e qualificazione dei prospect, permettendo alla forza vendita di concentrarsi sugli appuntamenti e sulle trattative.”

In questo modo, in pochi secondi, il prospect riesce a identificare:

Si noti come un simile approccio produca un effetto particolarmente interessante: la conversazione smette di apparire come una proposta commerciale e inizia ad assumere i contorni di un confronto su una problematica concreta per la quale si propone una soluzione.

E questo grazie ad un messaggio credibile che non risulta in alcun modo aggressivo,  autoreferenziale e, soprattutto, pubblicitario.

Come trasformare uno script telefonico in una conversazione di valore

Uno degli errori più comuni commesso dagli operatori di call center è quello di iniziare la telefonata parlando, immediatamente, della propria azienda o di quella che, in quel momento, rappresentano.

Il risultato è sempre lo stesso: l’interlocutore attiva delle barriere, si infastidisce e, nel 99% dei casi, cerca di interrompere la comunicazione nel più breve tempo possibile.

Per ottenere l’effetto opposto, ovvero creare delle condizioni che predispongano quest’ultimo all’ascolto, è molto utilizzata la metodologia del “Permission-Based Opener (PBO)”, tecnica che restituisce il controllo della conversazione al prospect.

Il suo funzionamento è estremamente semplice: l’operatore chiede il permesso di dedicare pochi secondi alla spiegazione del motivo della chiamata.

Questo passaggio, solo apparentemente elementare, riduce la naturale resistenza che emerge quando una persona percepisce un tentativo di vendita troppo diretto.

Una volta ottenuta l’attenzione iniziale, la conversazione può svilupparsi seguendo una struttura estremamente efficace nota come PAS (Problem, Agitation, Solving):

FASEOBIETTIVO
ProblemaEvidenziare una difficoltà concreta.
AgitazioneMostrare le conseguenze del problema.
SoluzionePresentare una possibile via d’uscita.

Vediamo come possa essere applicata al telemarketing:

Problema: molte aziende investono in commerciali preparati che però dedicano troppo tempo alla ricerca di nuovi contatti.

Agitazione: il risultato è una riduzione delle attività di vendita e un rallentamento della crescita commerciale.

Soluzione: l’utilizzo di un sistema strutturato di lead generation e presa appuntamenti permette di liberare tempo prezioso e aumentare il numero di opportunità realmente qualificate.

In questo modo la telefonata non appare come una proposta commerciale improvvisa, ma come un percorso logico che accompagna il prospect verso una possibile soluzione.

Le tecniche più efficaci per effettuare telefonate commerciali che convertono

Gestire le obiezioni

Anche la migliore telefonata commerciale incontra inevitabilmente delle obiezioni.

Molti operatori interpretano questi momenti come un segnale negativo o come una chiusura definitiva da parte dell’interlocutore.

Nella realtà, invece, le obiezioni rappresentano spesso una naturale fase di valutazione.

Quando un prospect esprime un dubbio, insomma, non è assolutamente detto che voglia rifiutare una proposta: nella maggior parte dei casi sta semplicemente cercando ulteriori elementi per capire se ciò che gli viene proposto possa essere utile alla propria azienda.

Per questo motivo, la gestione delle obiezioni non dovrebbe mai essere vista come uno scontro dialettico, ma come un’opportunità per approfondire la conversazione e comprendere meglio le reali esigenze dell’interlocutore.

Il mirroring: dimostrare che stai ascoltando

Tra le tecniche più efficaci utilizzate nelle conversazioni commerciali troviamo il “mirroring”, uno strumento basato sull’ascolto attivo che consiste nel riprendere e riformulare parte di ciò che il prospect ha appena espresso.

Se, ad esempio, l’interlocutore afferma:

“In questo momento non abbiamo tempo per valutare nuovi fornitori.”

una risposta efficace potrebbe essere:

“Capisco, quindi la priorità in questo momento è evitare attività che richiedano l’utilizzo di ulteriori risorse interne.”

Questo approccio produce un duplice effetto: da un lato dimostra che l’operatore sta realmente ascoltando quanto viene detto, dall’altro aiuta il prospect a sentirsi compreso, riducendo la tensione che spesso accompagna le prime fasi di una telefonata commerciale.

Il valore delle pause nelle conversazioni commerciali

Molti operatori inesperti commettono l’errore di voler riempire ogni secondo della conversazione.

In realtà, il silenzio può diventare uno strumento di comunicazione estremamente efficace.

Alcuni studi sulla comunicazione persuasiva suggeriscono infatti che una breve pausa prima o dopo un concetto importante possa aumentarne significativamente la memorabilità. Inoltre, lasciare qualche secondo di silenzio dopo una domanda permette all’interlocutore di riflettere e formulare una risposta più completa.

Una pausa ben strutturata, insomma, trasmette sicurezza, favorisce l’ascolto reciproco e contribuisce a rendere la conversazione meno frenetica e più naturale.

La tecnica Feel-Felt-Found

Un’altra metodologia particolarmente utile nella gestione delle obiezioni è la tecnica “Feel-Felt-Found”, utilizzata da decenni nelle vendite consulenziali e nelle trattative commerciali.

Questa tecnica si basa su tre passaggi:

Un esempio pratico potrebbe essere:

“Capisco la sua preoccupazione. Altri clienti inizialmente avevano lo stesso dubbio. Successivamente hanno scoperto che delegare la ricerca di nuovi contatti ha permesso ai loro commerciali di concentrarsi maggiormente sulle trattative e sulla chiusura delle vendite.”

Questa struttura consente di validare le emozioni dell’interlocutore senza contraddirlo o forzarlo ad accettare immediatamente un punto di vista diverso.

In questo modo la conversazione mantiene un tono collaborativo e il prospect si sente accompagnato verso una nuova prospettiva anziché messo sotto pressione.

Dalle conversazioni agli appuntamenti commerciali qualificati

Lo storytelling non deve essere considerato un esercizio creativo o una tecnica di intrattenimento, ma uno strumento strategico che rende una telefonata più efficace, memorabile e orientata alla costruzione della fiducia.

Quando una telefonata riesce a creare coinvolgimento, il prospect diventa maggiormente disposto a condividere informazioni, approfondire le proprie esigenze e valutare nuove opportunità.

Per questo motivo, nelle attività di lead generation B2B di Itacall Group, non ci limitiamo a costruire script telefonici, ma lavoriamo piuttosto sulla progettazione di conversazioni che aiutino il potenziale cliente a riconoscere problematiche reali e a valutare possibili soluzioni in modo naturale e credibile.


Vuoi migliorare la qualità delle tue attività di telemarketing
e aumentare il numero di appuntamenti commerciali qualificati,
contattaci subito per una consulenza gratuita.

Utilizza la barra in basso per contattarci!
Scrivi ad Itacall GroupSCRIVICI Chiama Itacall GroupCHIAMACI Chatta con un operatore per il call center di Itacall CHATTA