BANCABILITA’ DEL TEMPORARY MANAGEMENT – APPROFONDIMENTO

Il concetto di bancabilità del temporary management è connesso alla crisi post COVID, che ha portato a galla due atavici punti deboli di molte PMI italiane: la sottocapitalizzazione e la sottomanagerializzazione.
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Confindustria e Cerved hanno lanciato un’allerta per il possibile default di molte PMI e per uno spostamento verso il basso del merito di credito, col relativo impatto sul mondo bancario. All’interno del triangolo ideale costituito da banche, temporary management e PMI, le competenze manageriali rappresentano l’elemento chiave per renderlo operativamente virtuoso. In tal senso il temporary management è uno strumento ottimale per portare nelle PMI competenze di alto livello in tempi molto brevi.

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L’utilizzo del temporary management da parte delle PMI comporta l’acquisizione di elevate competenze manageriali per accrescere le capacità degli attuali dipendenti. Questi infine saranno in grado di fare le stesse cose, ma meglio, oppure di farne di nuove.

Da ciò riprende vigore la discussione circa il concetto di bancabilità del temporary management, ovvero la possibilità delle banche di finanziare progetti di temporary management nelle PMI loro clienti, anche in situazione di crisi.

Perché le banche dovrebbero farlo?

Per evitare che il rischio di deterioramento del portfolio clienti diventi sistemico e, in un’ottica di responsabilità sociale, per contribuire a creare un ecosistema managerialmente sostenibile. Il che però non significa che la bancabilità sia gratis. Le PMI devono comprendere che l’approccio è meritocratico ed etico e che alla base c’è un interesse comune condiviso.

Il mondo delle PMI è ancora connaturato da una certa sottomanagerializzazione. In imprese troppo complesse per essere gestite da una persona sola, spesso l’imprenditore mantiene il ruolo di unico decision-maker. Sarebbe opportuno, invece, che riservasse per sé le scelte strategiche e delegasse un team di manager a scegliere e valutare nelle performance. La complessità assunta dall’impresa aumenta inoltre il numero di stakeholder: le banche, i dipendenti, il sottosistema economico, lo Stato, l’ambiente e così via. Questa maggiore responsabilità si dovrà tradurre nel caso degli Istituti di Credito in una maggiore formalizzazione e condivisione di cos’è l’azienda e di cosa intende diventare.

Tale condivisione rappresenta un’opportunità di:

avere un feedback critico sulla validità dei propri piani strategici da parte di un terzo qualificato: la Banca;
– crescere managerialmente;
– migliorare la qualità del rapporto con i propri partner finanziari.

In sintesi, una maggiore managerialità nelle PMI porterà un miglioramento della qualità dell’interlocuzione con gli istituti di credito.