LA MISSION DEL BUON MARKETER IN TEMPI DI COVID

La mission del buon marketer in tempi di Covid si concentra essenzialmente su questi aspetti:

– comprendere come rispondere e reagire alla crisi in atto;
– comprendere come stanno mutando gli atteggiamenti dei consumatori.

L’attività dello specialista di marketing, infatti, si struttura proprio sull’osservazione della realtà e dei comportamenti degli utenti. La complessità sta nell’individuare la corretta modalità di comunicazione che possa essere efficace per un dato prodotto/servizio.

Attività costanti, come l’ascolto del pubblico e il monitoraggio delle sue evoluzioni, rivestono un’importanza fondamentale, soprattutto in questo momento storico.

In Itacall diamo massima priorità alla strategia comunicativa, formando continuamente le nostre risorse per comprendere le necessità del consumatore ed adeguarsi a queste. Da specialisti del settore, garantiamo professionalità e servizi altamente qualificati a supporto del business aziendale. 

La diffusione del Coronavirus ha mutato il comportamento della popolazione globale, anche a livello psicologico. Ogni azienda dovrebbe tenere in considerazione questo aspetto per gestire l’emergenza al meglio e migliorare la propria presenza in linea con il sentiment degli utenti.

Gli errori da non fare

Considerare la comunicazione con i clienti un’attività secondaria è l’errore che viene commesso più comunemente. Molte aziende stanno agendo soltanto dal lato dei dati, dei numeri, degli andamenti in borsa, dimenticandosi che il proprio pubblico è composto essenzialmente da persone con reali sentimenti. Qui si apre un capitolo, vasto e complesso, che è doveroso quantomeno accennare.

Durante questi mesi, la gestione della salute mentale è stata sotto i riflettori anche degli specialisti di marketing.

I maggiori editori si sono uniti al dibattito sullo stato psicologico dei consumatori. Alcuni studi, effettuati anche da Brandwatch, fanno emergere che le ricerche online relative alla salute mentale e al benessere degli utenti negli ultimi cinque mesi sono aumentate di quasi il 90%. Da un recente rapporto di un’indagine di Accenture, 4 intervistati su 5 con diagnosi di ansia, depressione o disturbo da stress post-traumatico, affermano che avrebbero utilizzato risorse sanitarie virtuali per gestire le loro condizioni.

Ovviamente, quello di cui necessitano gli individui in questa situazione di incertezza non è analizzabile solo tramite un software, in quanto affonda le proprie radici nell’emotività umana.

Adottare nuovi approcci verso “nuovi” consumatori

Ora più che mai è necessario abbandonare l’approccio economico tradizionale, per offrire non ciò che pensiamo possa piacere al consumatore, ma la soluzione ai suoi problemi.

Costa ben cinque volte meno cercare di mantenere un cliente già acquisito rispetto al cercare di attirarne uno nuovo, ormai lo sappiamo.
Per questo motivo adottare una strategia legata a parametri quali la customer retention è la strada più logica da percorrere. Perdere i propri clienti non è più una probabilità lontana, ma un’amara realtà per chi ignora i bisogni dei consumatori e non migliora i propri risultati negativi in tema di customer loyalty.

Le necessità dell’utente devono essere cercate in fondo a quel bisogno di rassicurazione di un ritorno alla normalità. Le imprese non devono fare promesse, ma dimostrare la propria vicinanza ai clienti, manifestando comprensione e adeguando l’offerta che propongono in base alle circostanze.

Dimostrare la propria vicinanza all’utente. Ora o mai più!

Ci sono momenti in cui un’azienda deve dimostrare di possedere quelle skill che la differenziano dalla concorrenza, per costruire un legame empatico e sincero con il pubblico.

Itacall-fa-decollare-il-tuo-businessGli slogan che accompagnano l’immagine di un brand devono essere reali, dimostrati con le azioni. Dire di essere vicini non basta, per restare nelle menti dei consumatori ora è necessario agire. Riuscire a definire delle prospettive è decisivo: le abitudini del cliente promettono di mutare in maniera definitiva. Prepararsi al futuro ed essere pronti per quando l’epidemia terminerà il suo percorso è qualcosa su cui necessariamente investire.

La parola chiave è “riadattarsi“, in uno sforzo collettivo che è mosso e stimolato da nuove e positive opportunità di mercato.